Mentre i Giovani Detective cenano con il Professor Agasa, Mitsuhiko scorge attraverso la finestra di un palazzo la sagoma di un uomo intento ad aggredire una donna. L'intervento della polizia si risolve in un nulla di fatto: la proprietaria dichiara al citofono che le ombre appartenevano al suo grosso cane durante un momento di gioco e acconsente a un'ispezione solitaria dell'agente, il quale conferma l'assenza di intrusi. Il giorno seguente, i bambini riferiscono l'accaduto a Conan e, durante una discussione animata, Mitsuhiko ipotizza che la prospettiva possa averli ingannati. Questa osservazione fornisce al piccolo detective l'intuizione decisiva: Conan analizza la disposizione delle luci e degli specchi nell'appartamento, realizzando che l'ispezione della polizia è stata manipolata e che il colpevole è riuscito a nascondersi proprio grazie al riflesso distorto che aveva tratto in inganno i testimoni.